Oro 18, 22 e 24 carati: differenze e valore

Le espressioni oro 18, 22 e 24 carati indicano leghe con percentuali differenti di metallo prezioso. La caratura incide sulla quantità di oro effettivamente contenuta nell’oggetto, ma anche su durezza, colore, resistenza all’usura e possibile destinazione d’uso.

L’oro 24 carati presenta un grado di purezza molto elevato, mentre l’oro 18 e 22 carati contengono anche altri metalli. Questo non significa che una lega con caratura inferiore sia necessariamente di qualità scadente: nei gioielli, la presenza di altri metalli può migliorare la resistenza e rendere l’oggetto più adatto all’utilizzo quotidiano.

Per comprendere il valore di un gioiello è necessario considerare insieme caratura, peso netto, quotazione di riferimento e prezzo applicato dall’eventuale acquirente.

Che cosa significano 18, 22 e 24 carati?

La scala dei carati utilizzata per l’oro suddivide teoricamente la lega in 24 parti.

  • L’oro 24 carati contiene quasi 24 parti di oro su 24.
  • L’oro 22 carati contiene circa 22 parti di oro e 2 parti di altri metalli.
  • L’oro 18 carati contiene 18 parti di oro e 6 parti di altri metalli.

La conversione approssimativa in percentuale può essere effettuata con questa formula:

Numero di carati ÷ 24 × 100

Per l’oro 18 carati:

18 ÷ 24 × 100 = 75%

Per l’oro 22 carati:

22 ÷ 24 × 100 = circa 91,67%

Per l’oro 24 carati:

24 ÷ 24 × 100 = 100% teorico

Nella pratica, anche l’oro indicato come 24 carati può presentare una purezza leggermente inferiore al 100%. Per questo motivo vengono spesso utilizzati titoli come 999 o 999,9 millesimi.

Tabella comparativa tra oro 18, 22 e 24 carati

Caratura Titolo indicativo Percentuale approssimativa di oro Presenza di altri metalli Caratteristica generale
18 carati 750 75% Circa 25% Buona resistenza e ampia diffusione nei gioielli
22 carati 916 o 917 Circa 91,6% o 91,7% Circa 8,3% Elevata purezza, ma minore durezza rispetto al 18 carati
24 carati 999 o 999,9 Circa 99,9% Quantità minima Purezza molto elevata e maggiore morbidezza

La tabella offre una distinzione generale. La composizione effettiva deve essere verificata considerando punzoni, provenienza e caratteristiche dell’oggetto.

Oro 18 carati: caratteristiche principali

L’oro 18 carati è una lega composta indicativamente per il 75% da oro e per il restante 25% da altri metalli.

Il titolo corrispondente è normalmente indicato con il numero:

750

La presenza di altri metalli consente di ottenere una lega più resistente rispetto all’oro quasi puro. Per questa ragione l’oro 18 carati è frequentemente utilizzato per:

  • anelli;
  • fedi;
  • collane;
  • bracciali;
  • orecchini;
  • ciondoli;
  • spille;
  • casse e componenti di orologi;
  • gioielli destinati a essere indossati frequentemente.

I metalli presenti nella lega possono influenzare colore, durezza e lavorabilità. In base alla composizione si possono ottenere tonalità differenti, comunemente indicate come oro giallo, bianco, rosa o rosso.

Due gioielli entrambi punzonati 750 possono quindi presentare colori diversi pur contenendo, in termini nominali, la stessa percentuale di oro.

Vantaggi pratici dell’oro 18 carati

  • Maggiore resistenza rispetto all’oro 22 e 24 carati.
  • Buon equilibrio tra purezza e robustezza.
  • Adatto a montature con pietre.
  • Minore tendenza a deformarsi rispetto alle leghe più pure.
  • Ampia diffusione nella gioielleria italiana.

Aspetti da considerare

  • Contiene meno oro fino rispetto alle leghe 22 e 24 carati.
  • Il colore può cambiare in base ai metalli aggiunti.
  • Alcune parti del gioiello possono avere composizione differente.
  • Riparazioni e saldature possono influenzare la struttura complessiva.

Oro 22 carati: caratteristiche principali

L’oro 22 carati contiene indicativamente il 91,6% o il 91,7% di oro. I titoli frequentemente associati a questa caratura sono:

916 o 917

La percentuale di altri metalli è ridotta rispetto all’oro 18 carati. La lega mantiene quindi una purezza elevata, ma risulta generalmente più morbida e più facilmente deformabile.

L’oro 22 carati può essere utilizzato per:

  • gioielli tradizionali;
  • manufatti provenienti da specifiche aree geografiche;
  • alcune monete;
  • medaglie;
  • oggetti ornamentali;
  • gioielli lavorati con tecniche particolari.

Nei gioielli di uso quotidiano può richiedere maggiore attenzione, soprattutto in presenza di strutture sottili, chiusure delicate o montature esposte a urti.

Vantaggi pratici dell’oro 22 carati

  • Percentuale di oro elevata.
  • Colore generalmente intenso.
  • Maggiore quantità di oro fino a parità di peso rispetto al 18 carati.
  • Diffusione in alcuni mercati e tradizioni orafe.

Aspetti da considerare

  • Minore durezza rispetto all’oro 18 carati.
  • Maggiore facilità di graffiarsi o deformarsi.
  • Possibile minore praticità per montature molto sottili.
  • Necessità di verificare attentamente punzoni e provenienza.

Oro 24 carati: caratteristiche principali

L’oro 24 carati rappresenta il livello più elevato della scala tradizionale dei carati. Nella pratica viene associato a titoli come:

999 o 999,9

Questi numeri indicano una purezza molto elevata, prossima al 100%, ma non necessariamente assoluta.

L’oro quasi puro ha un colore giallo intenso ed è relativamente morbido. Può quindi graffiarsi, piegarsi o deformarsi più facilmente rispetto alle leghe che contengono una maggiore quantità di altri metalli.

È utilizzato frequentemente per:

  • lingotti;
  • placchette;
  • alcune monete;
  • prodotti da fusione;
  • manufatti destinati a specifici mercati;
  • alcune lavorazioni decorative o tradizionali.

È invece meno comune nei gioielli sottili destinati a un utilizzo quotidiano intenso, proprio a causa della sua maggiore morbidezza.

Vantaggi pratici dell’oro 24 carati

  • Contenuto di oro molto elevato.
  • Maggiore quantità di oro fino a parità di peso.
  • Composizione più vicina all’oro puro.
  • Utilizzo frequente in lingotti e prodotti ad alta purezza.

Aspetti da considerare

  • Maggiore morbidezza.
  • Più facile deformazione.
  • Minore resistenza ai graffi.
  • Non sempre adatto a gioielli complessi o sottoposti a urti frequenti.
  • Necessità di verificare autenticità, titolo e peso effettivo.

Differenze di purezza tra oro 18, 22 e 24 carati

La differenza principale riguarda la quantità di oro contenuta nella lega.

Considerando un peso teorico di 10 grammi:

  • 10 grammi di oro 18 carati contengono circa 7,5 grammi di oro fino;
  • 10 grammi di oro 22 carati contengono circa 9,16 o 9,17 grammi di oro fino;
  • 10 grammi di oro 24 carati con titolo 999 contengono circa 9,99 grammi di oro fino.

Il calcolo della quantità teorica di oro fino può essere eseguito con la formula:

Peso netto × titolo in millesimi ÷ 1.000

Per 10 grammi di oro 750:

10 × 750 ÷ 1.000 = 7,5 grammi

Per 10 grammi di oro 916:

10 × 916 ÷ 1.000 = 9,16 grammi

Per 10 grammi di oro 999:

10 × 999 ÷ 1.000 = 9,99 grammi

Questi risultati rappresentano quantità teoriche e non indicano automaticamente il prezzo di vendita.

Quale caratura è più resistente?

In termini generali, l’oro 18 carati risulta più resistente dell’oro 22 e 24 carati, perché contiene una percentuale maggiore di altri metalli.

La resistenza effettiva di un gioiello dipende però anche da:

  • metalli utilizzati nella lega;
  • spessore dell’oggetto;
  • tipo di lavorazione;
  • presenza di saldature;
  • struttura del gioiello;
  • qualità della manifattura;
  • eventuali riparazioni;
  • modalità di utilizzo e conservazione.

Un anello spesso in oro 22 carati potrebbe risultare più robusto di un gioiello molto sottile in oro 18 carati. La caratura non deve quindi essere considerata l’unico indicatore della solidità dell’oggetto.

In linea generale:

Caratura Durezza relativa Tendenza a deformarsi
18 carati Maggiore tra le tre leghe considerate Generalmente inferiore
22 carati Intermedia Maggiore rispetto al 18 carati
24 carati Più bassa Generalmente maggiore

Il colore cambia con la caratura?

Una maggiore percentuale di oro tende generalmente a produrre un colore giallo più intenso. Tuttavia, il colore non permette di determinare con certezza la caratura.

La tonalità dipende anche dagli altri metalli presenti nella lega. Per esempio, possono essere utilizzate composizioni differenti per ottenere:

  • oro giallo;
  • oro bianco;
  • oro rosa;
  • oro rosso;
  • tonalità intermedie.

Un gioiello 18 carati può quindi apparire molto giallo, bianco o rosato. Un oggetto 22 carati può avere un colore meno uniforme a causa di lavorazioni, usura o riparazioni.

Il colore può inoltre essere influenzato da:

  • placcature;
  • rivestimenti superficiali;
  • trattamenti;
  • sporco;
  • ossidazione degli altri metalli;
  • lucidatura;
  • consumo della superficie;
  • saldature.

Per identificare la lega è necessario osservare i punzoni e, quando occorre, richiedere un’analisi professionale.

La lettura delle marcature è spiegata nella guida su come riconoscere la caratura dell’oro.

Quale vale di più tra oro 18, 22 e 24 carati?

A parità di peso netto e condizioni, una caratura più elevata contiene una maggiore quantità di oro fino. Il valore teorico del metallo risulta quindi generalmente superiore.

Dieci grammi di oro 24 carati contengono più oro di dieci grammi di oro 22 carati, che a loro volta ne contengono più di dieci grammi di oro 18 carati.

Il valore di un oggetto non dipende però soltanto dalla caratura. Devono essere considerati anche:

  • peso netto;
  • titolo effettivamente verificato;
  • quotazione utilizzata;
  • prezzo applicato dall’acquirente;
  • parti non in oro;
  • presenza di pietre o perle;
  • eventuale valore artistico;
  • interesse storico o collezionistico;
  • condizioni economiche della compravendita.

Un piccolo gioiello 24 carati può avere un valore inferiore a un oggetto molto più pesante in oro 18 carati. Per confrontare due oggetti bisogna quindi considerare insieme peso e titolo.

Esempio pratico di confronto del valore

Consideriamo tre oggetti, ciascuno con peso netto di 10 grammi:

  • oggetto A in oro 18 carati, titolo 750;
  • oggetto B in oro 22 carati, titolo 916;
  • oggetto C in oro 24 carati, titolo 999.

La quantità teorica di oro fino sarà:

Oro 18 carati

10 × 0,750 = 7,5 grammi di oro fino

Oro 22 carati

10 × 0,916 = 9,16 grammi di oro fino

Oro 24 carati

10 × 0,999 = 9,99 grammi di oro fino

Immaginando, esclusivamente a scopo didattico, un valore teorico dell’oro puro pari a 100 euro per grammo, si otterrebbero:

  • oro 18 carati: 7,5 × 100 = 750 euro;
  • oro 22 carati: 9,16 × 100 = 916 euro;
  • oro 24 carati: 9,99 × 100 = 999 euro.

Gli importi sono esempi matematici e non rappresentano quotazioni, offerte o prezzi reali. Un compro oro può applicare un prezzo al grammo differente per ogni caratura.

Il procedimento completo è spiegato nella guida su come calcolare il valore dell’oro usato.

Come riconoscere i punzoni 750, 916 e 999

La caratura può essere indicata mediante un numero impresso sull’oggetto.

  • 750 corrisponde normalmente all’oro 18 carati.
  • 916 o 917 corrispondono normalmente all’oro 22 carati.
  • 999 o 999,9 indicano oro a purezza molto elevata, comunemente definito 24 carati.

Il punzone può trovarsi:

  • all’interno di un anello;
  • vicino alla chiusura di una collana;
  • su una targhetta del bracciale;
  • sul retro di un ciondolo;
  • sul perno o sulla parte posteriore di un orecchino;
  • all’interno della cassa di un orologio;
  • sulla superficie di lingotti e placchette.

È importante distinguere il titolo da:

  • numero di serie;
  • codice del modello;
  • marchio commerciale;
  • marchio identificativo del fabbricante;
  • peso dichiarato;
  • anno di produzione;
  • sigle relative a rivestimenti o placcature.

La presenza di un numero non garantisce automaticamente autenticità e titolo. Un punzone può essere falso, alterato, consumato oppure riferito soltanto a una parte dell’oggetto.

Quale caratura viene usata più spesso nei gioielli?

La caratura utilizzata dipende dal Paese, dalla tradizione orafa, dal tipo di gioiello e dalla destinazione d’uso.

L’oro 18 carati è molto diffuso nei gioielli perché offre un equilibrio tra contenuto di oro e resistenza. Può essere utilizzato anche per strutture articolate, chiusure e montature con pietre.

L’oro 22 carati viene impiegato in alcuni gioielli tradizionali e in mercati nei quali è apprezzata una maggiore percentuale di oro. La maggiore morbidezza richiede però una progettazione adeguata.

L’oro 24 carati è meno comune nei gioielli sottili e destinati a un uso frequente. Può comunque essere impiegato in manufatti specifici, oggetti decorativi e gioielli realizzati secondo particolari tradizioni.

Non è possibile stabilire la caratura osservando soltanto lo stile del gioiello. Anche oggetti apparentemente simili possono avere composizioni diverse.

Oro giallo, bianco e rosa possono avere la stessa caratura?

Sì. Oro giallo, bianco e rosa possono essere tutti 18 carati, se contengono il 75% di oro e il restante 25% di altri metalli.

La differenza cromatica dipende prevalentemente dalla composizione della parte non aurea della lega e dagli eventuali trattamenti superficiali.

Un oggetto in oro bianco non contiene necessariamente meno oro di uno in oro giallo. Se entrambi sono correttamente classificati come 750, il contenuto nominale di oro è lo stesso.

Anche l’oro rosa 750 contiene nominalmente il 75% di oro. Il colore non deve quindi essere utilizzato per stimare caratura o valore.

Caratura di monete, medaglie e lingotti

Monete, medaglie e lingotti devono essere valutati con criteri adeguati alla loro tipologia.

Monete

Le monete d’oro possono avere titoli diversi, inclusi 900, 916, 917, 986, 999 o altri valori. La loro valutazione potrebbe dipendere anche da:

  • autenticità;
  • anno;
  • rarità;
  • stato di conservazione;
  • tiratura;
  • domanda collezionistica;
  • provenienza;
  • presenza di certificazioni.

Non è opportuno calcolare automaticamente il valore di una moneta soltanto in base al peso dell’oro, soprattutto quando potrebbe avere interesse numismatico.

Medaglie

Le medaglie possono essere in oro massiccio, in lega a titolo ridotto, placcate oppure realizzate con metalli non preziosi. Le scritte presenti devono essere interpretate con attenzione.

Lingotti

I lingotti riportano normalmente informazioni relative a:

  • peso;
  • titolo;
  • produttore;
  • numero identificativo;
  • eventuale certificazione.

Il titolo 999 o 999,9 è comune nei prodotti ad alta purezza, ma la marcatura deve essere verificata insieme ad autenticità, peso e integrità dell’oggetto.

Come valuta un compro oro le diverse carature?

Il compro oro dovrebbe separare gli oggetti in base alla caratura e applicare a ciascun gruppo il relativo prezzo al grammo.

Una valutazione trasparente dovrebbe indicare:

  • peso lordo;
  • peso netto;
  • caratura riconosciuta;
  • prezzo applicato per grammo;
  • parti escluse;
  • eventuali detrazioni;
  • importo finale.

Per esempio, non dovrebbe essere applicato lo stesso prezzo a oggetti 18 e 22 carati senza una spiegazione chiara. A parità di peso, le due leghe contengono quantità differenti di oro.

Quando il punzone non è leggibile o appare dubbio, l’operatore può effettuare una verifica. Prima del test è opportuno chiedere:

  • quale metodo sarà utilizzato;
  • se può lasciare segni;
  • quale parte verrà analizzata;
  • se l’oggetto contiene componenti differenti;
  • come verrà determinata la caratura finale.

Il procedimento è approfondito nella guida su come funziona un compro oro, dalla valutazione al pagamento.

Quanto paga un compro oro per oro 18, 22 e 24 carati?

Il prezzo al grammo cambia in base alla caratura. L’oro 24 carati dovrebbe avere un prezzo teorico superiore rispetto all’oro 22 e 18 carati, perché contiene una maggiore quantità di oro fino.

Non esiste però un prezzo unico valido per tutti gli operatori. La proposta dipende da:

  • quotazione utilizzata;
  • momento della valutazione;
  • titolo riconosciuto;
  • peso netto;
  • condizioni economiche applicate;
  • eventuali costi;
  • tipologia degli oggetti;
  • modalità di pagamento.

Il dato da chiedere è il prezzo netto applicato alla specifica caratura.

Per approfondire è possibile leggere la guida su quanto paga un compro oro al grammo.

Gioielli con pietre e carature elevate

Nei gioielli con pietre preziose, perle o altri elementi, il peso complessivo non corrisponde al peso dell’oro.

La caratura riguarda la lega metallica, mentre pietre e perle devono essere considerate separatamente.

Prima della vendita bisogna chiarire:

  • se la pietra verrà valutata;
  • se verrà rimossa;
  • come verrà stimato il peso della montatura;
  • se la pietra sarà restituita;
  • se la caratura è uniforme in tutte le parti metalliche;
  • se chiusure e perni sono realizzati con la stessa lega.

Gli argomenti sono approfonditi nelle guide dedicate al compro oro con pietre preziose e al compro oro e perle.

Una caratura più alta significa sempre un gioiello migliore?

Una caratura più alta indica una maggiore percentuale di oro, ma non determina automaticamente la qualità complessiva di un gioiello.

La qualità può dipendere anche da:

  • progettazione;
  • manifattura;
  • precisione delle finiture;
  • solidità delle chiusure;
  • qualità delle saldature;
  • spessore;
  • stato di conservazione;
  • qualità delle pietre;
  • eventuale valore artistico.

Un gioiello 18 carati ben costruito può essere più adatto all’uso quotidiano rispetto a un oggetto 24 carati più morbido. La scelta della lega dipende dalla funzione del manufatto e non soltanto dalla quantità di oro presente.

Gli errori più comuni nel confrontare le carature

  • Ritenere che l’oro 24 carati sia sempre la scelta migliore per qualsiasi gioiello.
  • Considerare il colore come prova della caratura.
  • Confondere il titolo 750 con il peso dell’oggetto.
  • Applicare il prezzo dell’oro puro all’oro 18 carati.
  • Confrontare oggetti con pesi differenti senza calcolare l’oro fino.
  • Ritenere che tutto il gioiello abbia la caratura riportata sulla chiusura.
  • Ignorare pietre, molle e parti non in oro.
  • Considerare autentico qualsiasi punzone 916 o 999.
  • Non distinguere valore del metallo e valore collezionistico.
  • Utilizzare quotazioni non aggiornate.
  • Confrontare prezzi al grammo riferiti a carature differenti.
  • Accettare una valutazione complessiva senza separazione dei titoli.

Per ridurre il rischio di valutazioni poco chiare è possibile consultare la guida su come evitare truffe e valutazioni scorrette nei compro oro.

Controlli da fare prima di vendere oro di carature differenti

Prima di rivolgersi a un compro oro è utile seguire questa procedura:

  1. Separare gli oggetti in base al punzone visibile.
  2. Tenere distinti oro 750, 916, 999 e altre leghe.
  3. Pesare ogni gruppo separatamente.
  4. Isolare gioielli con pietre o perle.
  5. Annotare sigle e numeri presenti.
  6. Non pulire gli oggetti con prodotti aggressivi.
  7. Non effettuare test invasivi in autonomia.
  8. Conservare certificati e documenti disponibili.
  9. Chiedere una valutazione separata per ogni caratura.
  10. Verificare il prezzo netto applicato al grammo.

Durante la valutazione è opportuno chiedere:

  • quale caratura è stata riconosciuta;
  • se coincide con il punzone;
  • quale peso netto viene considerato;
  • quali parti vengono escluse;
  • quale prezzo viene applicato a ogni gruppo;
  • se sono previste commissioni;
  • qual è l’importo netto finale.

Per scegliere l’operatore a cui rivolgersi è possibile consultare la guida su come scegliere il miglior compro oro.

Come confrontare correttamente 18, 22 e 24 carati

Il confronto deve partire dalla quantità di oro fino e non soltanto dal peso complessivo.

Dato da verificare Oro 18 carati Oro 22 carati Oro 24 carati
Titolo indicativo 750 916 o 917 999 o 999,9
Percentuale indicativa di oro 75% Circa 91,6% Circa 99,9%
Resistenza generale Maggiore Intermedia Inferiore
Quantità di oro fino a parità di peso Minore tra le tre Intermedia Maggiore
Utilizzo comune Gioielli Gioielli tradizionali e alcune monete Lingotti, monete e manufatti ad alta purezza

Nessuna caratura può essere valutata correttamente senza conoscere il peso netto e verificare l’autenticità dell’oggetto. Il valore teorico deve inoltre essere distinto dall’offerta concreta formulata dall’acquirente.

Prima di accettare una proposta è prudente controllare che ogni caratura sia stata pesata separatamente e che il prezzo al grammo sia chiaramente indicato. In presenza di monete, gioielli antichi o oggetti particolari può essere utile valutare anche canali diversi dal semplice acquisto a peso.

Le differenze tra i possibili interlocutori saranno illustrate nella guida su gioielleria, compro oro e banco metalli.

Altri chiarimenti sono disponibili nelle domande frequenti su oro e compro oro.


Disclaimer: il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative, divulgative e generali. Le equivalenze tra carati, titoli e percentuali sono indicative e non costituiscono una certificazione della composizione, autenticità, provenienza, conformità o valore di uno specifico oggetto. La pagina non fornisce consulenza legale, fiscale, finanziaria, commerciale, peritale, gemmologica, numismatica o di investimento e non rappresenta un invito ad acquistare, vendere o detenere oro. Punzoni, colori, peso e caratteristiche esteriori non sono sufficienti per determinare con certezza caratura e autenticità; verifiche chimiche, meccaniche o strumentali devono essere eseguite da soggetti qualificati, valutando preventivamente il rischio di danneggiare il bene. Quotazioni, prezzi al grammo, condizioni di acquisto, detrazioni, commissioni e modalità di pagamento possono cambiare nel tempo e variare tra operatori. L’utente deve verificare autonomamente tutti i dati, l’identità e i requisiti dell’operatore, la normativa applicabile e la documentazione della compravendita, rivolgendosi quando necessario a professionisti o autorità competenti. Il sito non effettua valutazioni, certificazioni o compravendite, non garantisce titoli, autenticità, pesi, prezzi, pagamenti o condotte di soggetti terzi e, nei limiti consentiti dalla legge, non assume responsabilità per errori, danni, perdite economiche, contestazioni o conseguenze derivanti dall’utilizzo delle informazioni pubblicate o da operazioni concluse con soggetti esterni.

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